Il lago trasimeno

Oggi ho trascorso qualche oretta al Lago Trasimeno, in Umbria. Più esattamente sono tornato a far visita al paese di San Feliciano, sulla sponda est del lago.

Non c’è molto da vedere oltre il Museo della Pesca, il paese è molto piccolo, ma non per questo non merita una visita (ed è sempre molto frequentato, soprattutto nel fine settimana).

Passeggiando ho scattato qualche foto, l’ora del tramonto al lago è sempre qualcosa di spettacolare, soprattutto se non c’è vento e l’acqua è praticamente piatta.

Da San Feliciano si può prendere il traghetto per l’Isola Polvese, una delle tre isole del lago (quella che si vede nelle foto e forse anche la più gradevole da visitare).

C’è qualche ristorante, un chiosco/bar in riva al lago, un’area di sosta per camper ed un porto per piccole imbarcazioni.

Se passate da quelle parti fermatevi per una visita, non ve ne pentirete.

Alla prossima gita fuori porta 😉.

La City Hall di Los Angeles

Tra quelli che conosco, spesso chi è stato a Los Angeles mi dice che non c’è niente da vedere. Mah, rimango sbalordito da questa affermazione, perché onestamente ogni volta che ci vado scopro qualcosa di nuovo da fare e/o vedere. E ve lo dimostrerò!

Così è stato anche ad Agosto 2019 quando andai a visitare il palazzo del comune di Los Angeles, la City Hall. In particolare ciò che è visitabile è la “Observation Deck”. Si trova praticamente all’ultimo piano del palazzo al centro della foto. Da molti definita come la più bella vista sulla città dalla città, questa terrazza panoramica al 27° piano è aperta a 360° e permette di vedere tutto intorno da abbastanza alto.

City Hall di Los Angeles: la foto è stata scattata dall’entrata del Grand Park sulla N Grand Ave.

E’ vero che si potrebbe andare in cima a qualche grattacielo, ma non si avrebbe la vista su downtown come dalla City Hall. Per questo è la vista più bella. E’ un po’ come andare sulla terrazza panoramica del Rockefeller Center di NY, da lì si può vedere l’Empire State Building e il resto di Manhattan, ma ovviamente non ne parleremo qui.

Qualche premessa: è visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 17:00 e l’accesso è gratuito. Bisogna recarsi all’ingresso sulla Main St e registrarsi. Lì un agente di LAPD vi farà compilare un modulo e vi darà un adesivo con ben evidente la parola “VISITOR”, quello della prima foto, da attaccare sulla vostra t-shirt, camicia o qualsiai altra cosa stiate indossando.

Perché è la più bella vista su Los Angeles dalla stessa Los Angeles? Perché è un po’ spostata rispetto a downtown, dove sono i grattacieli per essere più precisi. E’ abbstanza alta da non esserci ostacoli intorno e si può vedere verso Nord, Est, Sud e Ovest, non ci sono limiti. Però, più che le parole, credo sia giusto lasciare spazio a delle immagini.

Per salire fino alla terrazza si devono prendere due ascensori diversi. A questo punto sarete al 26° piano e solo delle scale vi separeranno dalla vista sulla città (che è al 27°). La terrazza panoramica si trova all’esterno della sala nella foto che segue. Se fate caso c’è un pulpito dal quale il sindaco, o altre autorità, fanno annunci. Fare una foto da lì è possibile, sarà un gran bel ricordo della vostra visita.

Qui di seguito trovate la mappa della zona attorno alla City Hall.

L’ingresso, per i visitatori, è sulla S. Main St.

Per ora è tutto, alla prossima!

Il santuario della Verna – parte 2

In un primo articolo vi ho raccontato un po’ della storia del santuario e di come arrivarci. Ora voglio concentrarmi un po’ sulla parte più bella, quella per cui si va in un santuario in genere e in questo in particolare. Qui ha soggiornato San Francesco, e già questo basterebbe per decidere di andarci.

Per meglio descrivere perché questo luogo merita davvero di essere visitato, ho utilizzato Google Earth per generare l’immagine qui sopra (per andare direttamente al servizio online fare click qui).

In rosso trovate indicata l’area dove parcheggiare e il percorso, pedonale, dal parcheggio all’ingresso del santuario. In giallo ho indicato la zona dove è possibile fare delle belle passeggiate nella foresta di faggi, ma è dove punta la freccia in azzurro che bisogna porre l’attenzione: lì c’è il Sasso Spicco.

Cosa è? Spicco sta ad indicare spaccato, quindi sasso spaccato. E’ un luogo dove San Francesco era solito sostare in meditazione e preghiera ed è caratterizzato dalla presenza di enormi rocce accatastate una sull’altra, come fossero state spaccate da un tremendo terremoto (nel momento tragico della morte di Gesù la terra fu sconvolta da forti terremoti). Questo è quello che fa pensare questo luogo.

Vi si accede da una serie di 89 scalini che scendono in una sorta di gola umida e poco illuminata. Una croce in legno è stata posta dove il Santo era solito fermarsi in preghiera.

Vista dall’alto, prima di scendere al Sasso Spicco: la parte finale degli 89 scalini è visibile nella parte alta della foto.
Vista sulla gola del Sasso Spicco (sulla sinistra): la foto è scattata da una ventina di scalini di altezza.

In cima alle scale, risalendo sulla sinistra, si trova la Cappella della Maddalena. Questa è stata costruita sul luogo dove sorgeva la prima cella di San Francesco. Sulla pietra che il Santo usava per i suoi pasti, un giorno il Signore Gesù gli apparve e vi si sedette. Con questa pietra nel 1719 fu costruito l’altare.

All’interno della Basilica si trova la cappella delle reliquie che ospita, tra le varie (la tovaglia, la ciotola e il bicchiere, il bastone, un pezzetto di panno di lino che egli teneva sulla ferita del costato, etc.), il saio che San Francesco indossava quando ricevette le Stimmate.

Vi accennavo prima ai percorsi nella foresta di faggi: prendetevi del tempo per percorrerli e ammirare quelle bellissime piante. Tra le varie cose interessanti da vedere, segnalo anche un piccolo edificio a forma circolare che veniva usato per conservare il ghiaccio. Si tratta della giacciaia, un piccolo edificio quasi tutto interrato e posto in una zona al riparo dalla luce solare.

La giacciaia. Da notare l’entrata a Nord, al riparo dalla luce solare (la foto è stata scattata circa alle ore 13).

Per ora è tutto, quando vi sarà possibile pianificate una visita a La Verna, ne vale davvero la pena.

Il santuario della Verna – parte 1

Il santuartio della Verna si trova in provincia di Arezzo a circa 1200 metri di altitudine, sull’Appennino Toscano, e custodisce numerosi tesori di spiritualità, arte, cultura e storia.

Nell’estate del 1224 San Francesco si ritirò sul monte della Verna per i suoi consueti periodi di silenzio e preghiera. Durante la sua permanenza chiese a Dio di poter partecipare con tutto il suo essere alla Passione di Cristo, mistero di amore e dolore. Il Signore lo ascoltò e gli apparve sotto forma di serafino crocifisso lasciandogli in dono i sigilli della sua passione, le stimmate. Francesco divenne così anche esteriormente immagine di Cristo al quale già con il cuore e la vita tanto assomigliava.

Per ricordare questo fondamentale evento, il 17 settembre di ogno anni si celebra la Festa delle Stimmate.

Il monte è ricoperto da una monumentale foresta di faggi e abeti ed è un piacere fare passeggiate tra questi alberi altissimi. La sua vetta (m 1283) è tra le più alte della zona e da lì si può godere di un panorama stupendo.

Il clima, in estate, è veramente gradevole. Se in alta valle del Tevere (Sansepolcro / Città di Castello) la temperatura può essere ben oltre i 30 °C, a La Verna si sta ben più freschi con una decina di gradi in meno. Portarsi il pranzo e fare un pic-nic è la scelta giusta, nei boschi attorno non è difficile trovare uno spazio dove sedersi (anche in aree attrezzate) e mangiare qualcosa (ovviamente non nel santuartio, mi pare ovvio).

Il complesso è mantenuto magnificamente, una vera perla di pietra tra le montagne del centro Italia. Nel fine settimana può essere affollato, è meta di fedeli che assistono alle celebrazioni liturgiche (come è giusto che sia).

Ci sono anche un piccolo negozio di souvenir, una libreria, un’antica farmacia ed un museo, non si può tornare a casa mani vuote 😉

Tutto intorno ci sono sentieri e la scala nella foto che segue porta dal santuario all’inizio di uno di questi. Prendetevi tutto il tempo che serve, questo luogo merita ben più di una toccata e fuga.

Arrivarci non è difficoltoso né dal versante umbro né da quello toscano, anche se la strada è un po’ tortuosa, ma è normale quando si sale in montagna. E’ possibile avere qualche difficoltà con il parcheggio (per lo più a pagamento – 4€ per 5 ore, si può fare), può essere affollato, e c’è anche posto per i camper.

Non voglio svelarvi tutto di questo luogo, ma solo invitarvi a visitarlo, perciò non metterò altre fotografie. Di particolare importanza è il “Sasso Spicco” e di questo parleremo in un altro articolo.

La fioritura di Castelluccio di Norcia

Circa 2 anni fa, in una domenica di inizio Luglio, ho voluto vedere con i miei occhi quella che tanti avevano già raccontato con le loro fotografie: la fioritura di Castelluccio di Norcia, in Umbria. In questo articolo vi voglio mostrare tre tra le foto più belle che ho scattato quel giorno, ma vi assicuro che è impossibile non scattare qualche centinaio di fotografie in un luogo tanto bello. Ogni momento è diverso dall’altro, basta una novoletta che si sposta che cambiano colori e atmosfere.

In questa prima foto mi trovavo lungo una delle strade di accesso ad uno degli appezzamenti di terreno coltivati (non si può camminare in mezzo ai fiori, è vietato ma anche se non lo fosse sarebbe comunque una questione di educazione e buon senso). La macchina fotografica puntava più o meno a Nord, quello che si intravede sulla destra è il monte Vettore, il paese di Castelluccio rimane sulla sinistra (ma non si vede – volutamente). Chi volesse provare a rifare uno scatto simile dovrà recarsi in questo punto (click qui).

Questa foto mi piace perché mostra quanta gente visita questo luogo durante il periodo della fioritura. E onestamente il perché è molto evidente, lo spettacolo dei colori è impareggiabile.

La foto che segue, invece, mostra una buona parte del “pian grande” (così si chiama). La macchina fotografica, la mia fedele Nikon D300s, era orientata praticamente a Sud e il punto da dove ho scattato, elevato rispetto alla valle, è vicino al borgo di Castelluccio (sotto, come al solito, c’è il punto in Google Maps).

Qui di seguito inserisco il punto da dove ho scattato la seconda e la terza fotografia, una piccola area (in via Monte Valletta) con dei tavolini dove poter pranzare con una delle più belle viste panoramiche del mondo.

Per arrivare in questo luogo non c’è un’unica strada, dipende se arrivate dall’Umbria o dalle Marche. La strada può essere lenta e richiedere un po’ di pazienza, si tratta di un percorso di montagna e può capitare che ci sia traffico, ma ne vale la pena. Così come meritano assolutamente altre due attrazioni della zona: il Monte Vettore e Norcia.

Il primo merita assolutamente di essere risalito, rigorosamente a piedi, fino alla cima. Molto belli, una volta saliti su, sono anche i laghi di Pilato, ma ne parleremo un’altra volta. Vi basti pensare che si trovano a 1941 m di altitudine.

Norcia invece è un paesino molto carino lungo la strada (in Umbria) che porta a Castelluccio. Dopo il terremoto di qualche anno fa ha subito qualche danno, soprattutto la Basilica di San Benedetto (da Norcia, non a caso). Ma il resto è tutto fruibile e sicuramente da inserire nella to-do-list delle cose da visitare almeno una volta nella vita. Lungo le vie del centro storico non manco le norcinerie dove potrete assaggiare e soprattutto acquistare i prodotti tipici della lavorazione della carne in Umbria.

Venite in Umbria, si sta bene e c’è tanto da vedere (e assaporare).

Downtown Los Angeles in notturna

Los Angeles mi ha sempre affascinato come nessun’altra città al mondo. Di notte offre una varietà di possibilità di scatto veramente sterminata, come la sua estensione. Ma non è una città facile da conoscere, i luoghi migliori dove fotografare si scoprono solo dopo un po’. E bisogna anche fare un po’ di attenzione, non tutti i quartieri sono tranquilli.

Una notte del 2017 volevo fare una foto dal ponte sulla quarta strada. Avevo visto quel ponte in delle serie TV e mi ero riproposto di andarci. Di giorno c’è traffico, ma di notte è una zona praticamente deserta. Sotto il ponte c’è la ferrovia ed il Los Angeles river. La zona ad est del ponte è interessante, ci sono diversi locali notturni, merita una nuova visita, ma non sono locali propriamente per turisti. Si trovano anche graffiti giganti, e ne parleremo.

In ogni caso, parcheggiata l’auto (sul ponte non si può), ho piazzato il cavalletto sul muretto in cemento del ponte ed ho fatto alcuni scatti. Il migliore mi ha permesso di ottenere la fotografia qui sotto.

Ci vuole un po’ di pazienza, sicuramente con uno smartphone o una compattina non si può avere uno scatto come questo, ma in ogni caso la vista sullo skyline della città è veramente eccezionale da lì.

Per dare un’idea del fascino di questa città metto qui sotto la stessa foto, che sopra è in B&W, a colori. Il ricordo di quel luogo, di quel silenzio interrotto solo dal rumore dei vagoni in manovra e di quelle luci creano un mix che dà luogo ad una nostalgia pazzesca: ci tornerò!

Qui sotto metto, come al solito, il punto preciso in Google Maps da dove ho effettuato lo scatto.

Alla prossima avventura, sempre con piacere!

Altre cose che viaggiano con me

Gli occhiali da sole non mancano mai! 😂 Veramente, oramai è un’abitudine consolidata, non vado da nessuna parte senza, nemmeno in inverno. Non è per un fatto di estetica, ma proprio un’esigenza di confort, perché quando la luce è troppo forte mi costringe a chiudere gli occhi, ed è fastidioso. Così ne ho sempre almeno un paio con me.

Qualche tempo fa mi è comparsa una mega offerta su Amazon per degli occhiali con montatura in legno. Mi sono piaciuti e li ho voluti provare, soprattutto in prospettiva di portarmeli in viaggio (costo contenuto, anche se si rovinassero…). Hanno le lenti polarizzate, il cielo diventa di un azzurro stupendo, e devo dire che fanno egregiamente il loro lavoro. Li consiglio alla grande, questo il link per acquistarli.

Audio

Per ascoltare musica e/o parlare al telefono o tramite il computer utilizzo quasi sempre degli auricolari. In viaggio ne ho di compatti ed ergonomici tipo questi (fai click per vederli).

Quando posso permettermi più spazio utilizzo delle cuffie con microfono Marshall Major FX (fai click qui per vederle).

Adattatori per le prese

Non ho mai capito perchè ancora non si siano standardizzate le prese e le spine per la corrente elettrica. Si potrebbe fare come per i cellulari, si sceglie un connettore (USB in questo caso) e tutti si adeguano. Invece per la corrente no, paese che vai, presa che trovi.

Piccola nota: in molti paesi la tensione della corrente è 230 Vac a 50 Hz, ma in USA si hanno 115 Vac a 60 Hz. Oggi quasi la totalità dei dispositivi elettronici è dotata di un alimentatore universale, cioè in grado di lavorare con entrambe le tensioni. Ma se si usa un alimentatore a trasformatore questo non lavorerà bene e si potrebbe addirittura rompere. Anche gli asciugacapelli europei in America non vanno bene, sarebbero sotto alimentati, quindi è bene lasciarlo a casa ed utilizzare quello che si troverà nell’albergo dove andremo.

Odio le spine e le prese Shuko, quegli agglomerati ingombranti che sono sempre più diffusi soprattutto per gli alimentatori dei laptop. Riconosco che sia uno standard sicuro, affidabile e solido, ma è ingombrante. La bipolare americana invece è compatta e snella, ma onestamente anche poco stabile. Quella inglese è la peggiore, brutta e ingombrante, non si può proprio vedere🤦‍♂️ La nostra tripolare secondo me sarebbe il giusto compromesso, ma non la pensiamo tutti allo stesso modo e dobbiamo adeguarci.

Esistono in commercio diversi adattatori da viaggio, non dimenticate di portarne uno. A me ne piace uno che fornisce anche due porte USB: fanno comodo per caricare lo smartphone, ad esempio, senza così dover portare il suo caricabatterie.

Ovviamente ce ne sono un’infinità, trovare quello ideale è impossibile, ma è importante ricordare di portarlo e di riportarlo a casa quando si torna – è facile dimenticarlo attaccato alla presa di corrente dell’hotel.

E’ buona cosa mettere in valigia anche una presa multipla, con o senza cavo di prolunga, perché sicuramente dovremo collegare più apparecchi al nostro adattatore. Io me ne porto una di questo tipo (che può fare anche da adattatore in alcuni paesi): costa poco ed è sempre utile.

Cura personale in viaggio

Questo articolo potrebbe non terminare mai, cioè è talmente soggettivo quello di cui ognuno di noi ha bisogno che pretendere di scriverci sopra qualcosa è impossibile. In ogni caso vi elenco quello che sicuramente può essere utile, il resto è superfluo o soggettivo. Quindi ognuno, ovviamente, fa come preferisce. Questi sono solo i suggerimenti generici di un uomo e una donna, ad esempio, sicuramente ha anche altre necessità.

Medicinali

Qui si apre un mondo e ovviamente non parlo di farmaci per specifiche malattie ma di quelli generici. In generale porto solo dell’ibuprofene, per il mal di testa (può capitare di averne, per esempio cambiando fuso orario), e dell’aspirina.

Cerotti

In generale porto un piccolo rotolo di cerotto a nastro di carta, fine! Mio padre (chirugo) mi ha insegnato ad usarlo fin da piccolo e, onestamente, non sento il bisogno di altri antiestetici (quelli marroncini…) e più costosi sistemi. Si tratta di un cerotto che potete strappare (o tagliare) della misura necessaria, traspirante e piuttosto resistente all’acqua (se vi bagnate lavando le mani non si stacca subito). Anziché portarne tanti di misure diverse, con un rotolino così sarete a posto.

Possono servire anche delle garze, ma qui andiamo già più sul “tecnico” e, se ne abbiamo bisogno, forse è meglio fare una visita ad un medico. In ogni caso, se si viaggia in auto, può essere comodo avere un kit pronto soccorso al seguito.

Detergenti

Mediamente, in ogni hotel si trovano già saponi e shampoo, quindi evito di portarmeli. Finora non ho mai avuto problemi con ciò che mi veniva fornito, quindi va bene così. In ogni caso, capisco anche chi ha esigenze particolari, quindi portatevi ciò che volete ma cercate di rimanere leggeri, il consiglio è sempre quello.

In alcune situazioni, ad esempio durante un’escursione, può essere necessario lavarsi le mani prima di mangiare. Non sempre si ha a disposizione una toilette dove poterlo fare, quindi un gel igienizzante può essere sempre utile. Scegliere un flacone piccolo è obbligatorio, lo zainetto non sarà mai leggero abbastanza.

Può essere utile anche un disinfettante cutaneo in caso di escoriazioni e/o tagli.

Quello che non trovate, in generale, negli alberghi è il dentifricio, perciò questo bisogna portarcelo. In genere lo metto nel bagaglio a mano insieme ad uno spazzolino così sono sicuro che quando arriverò a destinazione sarà con me (il bagaglio in stiva potrebbe tardare). Ricorda, se si viaggi in aereo la confezione deve essere piccola, max 100 ml.

Protezione / cura

Protezione per labbra: non ve lo dimenticate mai, anche se andate al mare in estate, perché dove il sole è molto intenso ne avrete bisogno. Mi è successo la prima volta a Los Angeles, costa poco e allevia molto il fastidio.

Antizanzare spray: se potete e se prevedete di andare in luoghi umidi, portatevi un repellente per le zanzare e tutti quei fastidiosissimi insetti che vi possono pungere. Io uso OFF, ma in Amazon ne potete trovare tanti altri che possono esservi utili. Il consiglio è quello di optare per un formato in bomboletta spray così da essere facilmente fruibile (non avrete bisogno di aiuto per metterlo anche in punti scomodi come la schiena).

Crema solare: anche in montagna, fidatevi, serve. Portatene una che non vi faccia diventare dei fantasmi (in genere coprono di bianco…) e che quindi si assorba velocemente.

Dopo una giornata al sole potreste aver bisogno di idratare la pelle. Mi è capitato, visitando una città fantasma in California, di non accorgermi che mi stavo ustionando la parte posteriore al ginocchio. Non immaginate che fastidio, ma era l’unica dove non avevo messo la crema solare. Grave errore! Quindi un doposole idratante serve, ma si può anche comprarlo direttamente sul posto (sempre di riuscirci). Questi prodotti costano, non fate i barboni per pochi euro, ne va del vostro benessere.

Forbici / coltelli / rasoi e simili

Ovunque si vada fanno sempre comodo. Ovviamente se si sta via una giornata possiamo farne a meno, in generale. Ma in un viaggio di un paio di settimane sono sicuro che prima o poi ci serviranno.

Innanzi tutto, se si viaggi in aereo, mettiamo questi oggetti nel bagaglio in stiva così non avremo problemi ai controlli.

In generale porto con me questi almeno questi oggetti.

Coltellino svizzero multiuso: lo dice la parola, è multiuso, ma deve essere buono, ovvero le lame devono fare il loro lavoro. Io adoro i Vicrorinox e non ne posso fare a meno. Ne ho vari modelli, quello più utile è questo qui (click per vederlo in Amazon), abbastanza compatto e completo, utile un po’ per tutto.

Tagliaunghie: stando via diversi giorni ne avrete bisogno, ogni commento è superfluo. Volendo si può sempre utilizzare il coltellino svizzero 😉

In genere utilizzo un rasoio elettrico ricaricabile, quindi zero problemi di saponi etc. Ma se si usano lamette etc fate bene i conti e non dimenticate quello che vi serve.

Zion National Park

Potrei anche non scrivere niente e lasciare solo questa fotografia, dice tutto quello che c’è da dire: WOW!!! Me lo dico da solo, lo so, ma ogni volta che rivedo questa immagine l’espressione di stupore è sempre la stessa e per dirla all’americana… WOW!!!

Ma il dovere mi impone di scrivere e di raccontarvi qualcosa di questo luogo. Era l’estate del 2018, mi trovavo ad attraversare Zion National Park quasi per sbaglio, perché si voleva andare da Las Vegas verso Page, una piccola cittadina dell’Arizona (di cui parleremo in un’altra occasione) passando da nord. L’itinerario completo è questo qui di seguito, e con le varie soste nel parco richiede quasi il doppio del tempo.

E’ inutile dire che il parco è veramente bello ed offre panorami incredibili. Lungo la strada potete ammirare formazioni rocciose dalle forme e colori veramente particolari (e ne parleremo, garantito).

La foto che vedete su in alto è stata scattata poco dopo l’ingresso sud, dove trovate anche il visitor center, lungo la Zion Canyon Scenic Drive. A questo indirizzo trovate la mappa: https://www.nps.gov/zion/planyourvisit/maps.htm. Il punto preciso non è difficile da trovare: parcheggiate nei pressi del Canyon Junction Bridge, scendete sotto il ponte e camminate un po’ lungo il fiume, il Virgin River, fino a trovare il punto che più vi piace. In ogni caso le coordinate (approssimativamente) sono queste: 37.2174625°N, 112.9758824°W. Per chi preferisse Google Maps, questo è la mappa.

Sicuramente il parco merita una visita ben più approfondita della mia, che è stata davvero una toccata e fuga. Come per tutti i parchi nazionali, il biglietto di ingresso è valido per una settimana. Se ne visitate 3 o più, pensate all’acquisto dell’Annual Pass. Praticamente con poco meno del costo di 3 parchi potete avere un pass della durata di un anno che vi dà accesso a tutti i parchi nazionali (non gli state parks, attenzione). La cosa interessante è che potete acquistare un ingresso (ex. per Zion), poi un secondo (ex. per Grand Canyon) e quando arrivate al terzo mostrate i biglietti degli altri 2, pagate la differenza con l’annual pass e lo ottenete. Da lì in poi potrete entrare in tutti i parchi nazionali per un anno dalla data del primo biglietto.

Alla prossima avventura, sempre con piacere!

Attrezzatura foto/video

Vi capita mai di non avere le idee chiare su cosa portare in viaggio per scattere le foto ai luoghi che visitate? A me è successo tante volte, ora sono abbastanza autonomo nello scegliere, ma in ogni caso quando ho necessità di fare un acquisto dei dubbi possono presentarsi anche molto rapidamente.

Così ho deciso di raccontarvi cosa utilizzo per realizzare le fotografie che trovate in queste mie pagine. Ovviamente la mia attrezzatura non è quella di un professionista, cioè di una persona che fa della fotografia la sua professione, ma proprio per questo credo che tutto ciò sarà utile a molti, quanto meno come termine di paragone tra ciò che si spende e ciò che si può ottenere. In ogni caso ricordate, non è la macchina fotografica costosa che fa la foto bella!

La macchina fotografica

Non parlo di smartphone ma di macchina fotografica, per me sono due cose distinte e così rimarranno (anche se mai dire mai). Con lo smartphone posso fare qualcosa “usa e getta”, posso “prendere nota” di un luogo o di un dettaglio che altrimenti mi sfuggirebbe, ma per una fotografia vera mi piace scattare in RAW con una macchina fotografica.

Fino a poco tempo fa usavo esclusivamente una Nikon D300s: lo so, oramai è vecchiotta, ma si difende ancora.

Ora, per esigenze anche di video e di praticità, mi sono regalato un Panasonic Lumix DMC-FZ2000.

Passare da una reflex ad un bridge non è stata una scelta facile, ma avevo bisogno di alleggerire il bagaglio e di avere uno strumento buono un po’ per tutto. Viaggiare con la Nikon comporta portarsi dietro corpo macchina più obbiettivi, almeno due, quindi peso e ingombro non devono essere un problema. Così questa Lumix è stata scelta perché è un buon compromesso tra prestazioni (comunque superiori alla Nikon oramai), praticità (non ha obbiettivi intercambiabili ma un unico Leica) e prestazioni (20.9 Mpx, video 4k, schermo rotante, 916g – praticamente lo stesso della Nikon ma senza obbiettivo – ed uno zoom 20x – che in viaggio non guasta affatto). In più, una cosa che mi piace molto, è la possibilità di collegare delle cuffie per ascoltare in diretta ciò che viene captato dal microfono (anche esterno) e finisce del file del video, ma di questo parleremo un’altra volta.

Treppiedi

Questo è un accessorio indispensabile ma anche alquanto scomodo da portare in viaggio con noi. Ma come si può fare una foto, soprattutto in notturna, senza? Non si può.

In “trasferta” non posso utilizzare il mio solito, quello bello pesante che arriva ad essere alto come una persona, l’imperativo è sempre quello di viaggiare quanto più comodi possibile.

Ho così optato per un tripod da viaggio (lo trovate in Amazon), abbastanza compatto ma solido, con testa sferica e gambe apribili su due posizioni (quella più larga ci serve quando vogliamo aumentare la stabilità, per esempio in presenza di vento).

In totale, tutto esteso, arriva a circa 50 cm di altezza. Capisco che non sia il massimo a volte, ma sono riuscito a farci foto tipo questa questa qui di seguito (mettendolo sopra il muretto del ponte sulla 4° strada di Los Angeles).

Memorie

Non bastano mai, punto! Il bello di scattare in digitale è poter fare quante foto ci pare. Ma c’è bisogno di spazio per archiviarle. In viaggio, come in casa, un HD esterno è sempre necessario. E’ bene acquistarne uno di qualità e con porta USB 3.0 (quelle più veloci, altrimenti invecchiate nell’attesa che il trasferimento sia completo).

Mediamente una foto in formato RAW, come uso scattare, occupa abbondantemente oltre 20 MB di memoria, si fa quindi presto a riempire qualche GB in un solo giorno. Perciò utilizzo un HD esterno da 2 TB. Ovviamente ce ne sono di più spaziosi, ma non è mai bene spendere troppo denaro in queste cose, tali tecnologie diventano obsolete troppo velocemente. Quindi acquisto sempre un gradino o due sotto il top, poi dopo un po’ si fa l’upgrade.

In ogni caso, sempre per stare leggeri, in viaggio fa molto comodo un SSD invece del solito HD (sicuramente più pesante). Uno da mezzo TB può essere sufficiente, ma ovviamente questo dipende da quanto tempo si starà lontani “dalla base” e quanto foto/video si registreranno giornalmente. Ad ogni modo un valido SSD da 500 GB lo trovate ad un prezzo ragionevole su Amazon.

Per quanto riguarda le SD – ormai praticamente lo standard – da inserire nella macchina fotografica la scelta è vastissima. Anche qui è bene optare per prodotti di brand consolidati ma soprattutto veloci in scrittura, altrimenti le raffiche di foto o i video in 4K ce li giochiamo nel collo di bottiglia dovuto proprio alla velocità di trasferimento. Attualmente utilizzo delle Lexar SDXC II da 300 MB/s.

Questa qui di seguito è una tabella estratta dal manuale della mia fotocamera. Può essere utile per capire quale memoria scegliere in base a ciò che vogliamo fare.

Illuminazione per foto notturne

Fare foto in notturna è molto affascinante, anche perché spesso i risultati sono strabilianti e racconto una realtà che ai più sfugge.

L’ideale è essere completamente al buio, ma in queste condizioni è difficile persino muoversi oltre che gestire la macchina fotografica. Allora ci può essere d’aiuto una torcia da testa con luce bianca e rossa selezionabili come questa qui sotto.

La luce bianca la useremo quando saremo da soli, altrimentri potremmo dare fastidio ad altri fotografi. La rossa, invece, va sempre bene, e permette sicuramente di riuscire a vedere i comandi che vogliamo utilizzare. Un buon prodotto lo trovate facendo click qui in Amazon.

Microfono esterno

E’ un accessorio che uso poco, o meglio più per video legati alla mia professione che altro, perché principalmente quando esco faccio foto.

In ogni caso anche questo è stato scelto tenendo in considerazione peso, dimensioni e prestazioni. E così la scelta è caduta su uno dei più usati, il Rode VideoMicro.

Si attacca direttamente sulla slitta del flash esterno per la macchina fotografica, quindi è molto pratico. L’antivento fa il suo lavoro e in esterna non se ne può fare a meno. Non costa poco, è vero, ma se è molto imitato un perché ci sarà. Si trovano infatti molte imitazioni, ma leggendo qua e là non tutti i pareri sono concordi sulla qualità audio. Perciò fate l’acquisto una volta, prendete un oggetto di qualità e non ci pensate più.

Computer portatile

Se vi divertite a fare foto e video non potete non portare in viaggio il vostro laptop. Purtroppo è una scomodità, è vero, ma serve. Serve per tante cose, tra le quali controllare le foto e trasferirle/salvarle in HD portatili o nel cloud liberando così spazio dalle memory card. Ma ci servirà anche per trovare informazioni sui luoghi da visitare e fotografare, ovvero organizzare al meglio la nostra giornata.

Per questo serve un laptop compatto (14″) e leggero (peso intorno al kg) così da poterlo infilare nello stesso zaino dell’attrezzatura fotografica. Potendo spendere qualcosa in più è bene prenderne uno con SSD – Solid State Disk – anziché il classico a dischi rotanti. Oltre ad essere più veloce, è anche più piccolo, leggero e ma soprattutto sicuro in quanto non ci sono parti meccaniche che si possono rompere. Quindi i vostri dati saranno più protetti.